Guida tecnologica
Polimerizzazione UV LED a punto
Come le teste UV LED focalizzate polimerizzano l'adesivo esattamente dove viene dosato, e come scegliere lenti, lunghezza d'onda e controller per l'incollaggio preciso di piccoli pezzi.
Guida tecnologica
Prima la lunghezza d'onda, poi la potenza, poi la geometria. Una guida passo per passo per abbinare una sorgente luminosa per la polimerizzazione UV al proprio materiale e processo.

Lunghezza d'onda, potenza, diametro dello spot, divergenza, uniformità, guide di luce, durata, raffreddamento: una sorgente luminosa UV ha molti parametri. Alcuni vanno definiti per primi, altri determinano la precisione, altri ancora quanto costerà la sorgente nel corso degli anni. Questa guida li affronta nell'ordine che funziona nella pratica.
Un processo di polimerizzazione UV riuscito si basa su tre elementi che devono combaciare: il giusto design del prodotto, la giusta esposizione e la giusta chimica.
La sorgente luminosa è la parte "esposizione" di questa equazione. Va scelta in quest'ordine: lunghezza d'onda, poi potenza, poi area irraggiata e geometria, poi i dettagli restanti.
La polimerizzazione UV funziona perché un fotoiniziatore presente nell'adesivo, nell'inchiostro o nel rivestimento assorbe la luce a lunghezze d'onda specifiche e avvia la reazione di reticolazione. Se la sorgente luminosa non emette dove il fotoiniziatore assorbe, il materiale non polimerizza correttamente, per quanto potente sia la lampada. Adesivi UV e fotoresist reagiscono a lunghezze d'onda fisse, quindi prima di tutto occorre consultare la scheda tecnica del materiale.
Lo spettro UV si suddivide in bande con comportamenti diversi:
Le sorgenti luminose differiscono anche per quanta parte di questo spettro coprono:
Le teste spot UV LED Awellcure sono disponibili a 365, 385, 395 e 405 nm. Le sorgenti luminose lineari e ad area sono disponibili di serie a 365, 385, 395 e 405 nm, e su richiesta a 254, 275, 295 o 310 nm.
Due valori descrivono quanta luce raggiunge il pezzo:
I tempi di esposizione tipici vanno da 0,1 a 10 s. Irraggiamento e tempo, però, non sono semplicemente intercambiabili: una luce debole per più tempo e una luce forte per meno tempo danno risultati diversi, a causa della fotochimica del materiale. Le prove vanno fatte con l'irraggiamento che si userà in produzione.
Ogni materiale ha una finestra di dose compresa tra un minimo e un massimo:
Nel confrontare le sorgenti luminose, va confrontata la potenza ottica UV in uscita in W o mW, non la potenza elettrica assorbita dalla rete. Occorre poi confermare quattro punti:
L'irraggiamento di un LED UV dipende dalla potenza di pilotaggio, dall'efficienza dei chip LED, dalle dimensioni e dalla densità della matrice di chip, dalle ottiche anteposte e, soprattutto, dalla gestione termica.
La forma dell'area irraggiata determina con quale efficienza la luce raggiunge il pezzo. Va scelta in base alle dimensioni dell'area da polimerizzare:
Le luci Ring LED irraggiano un pezzo tutto attorno. Per lavorazioni a lotti in uno spazio chiuso o per un flusso continuo di pezzi, le stesse sorgenti luminose sono integrate nei forni di polimerizzazione UV e nei nastri trasportatori UV.
Le guide alla polimerizzazione a punto, alla polimerizzazione lineare e alla polimerizzazione ad area approfondiscono ciascuna geometria.
Con una guida di luce, sorgente luminosa e area irraggiata sono separate. La sorgente resta ferma mentre la testa della guida si muove liberamente, così la polimerizzazione è possibile su robot, linee automatizzate e in spazi ristretti. Perdita di trasmissione, lunghezza e raggio di curvatura influiscono tutti su una guida, che si degrada con l'uso, quindi va scelta in base alla distanza di lavoro e al tipo di integrazione. Il sistema di polimerizzazione a punto con lampada UV di Awellcure eroga la luce tramite guide in fibra ottica.
La durata è definita dal calo dell'emissione, e la soglia varia a seconda della sorgente:
Lo stesso numero di ore ha quindi un significato diverso per ciascuna. Nella pratica, una lampada al mercurio dura da 1.000 a 2.000 ore e un LED UV oltre 20.000 ore. Temperatura e umidità ambiente, impostazione di potenza, ore di funzionamento, raffreddamento e anello di retroazione interno influiscono tutti sulla durata di una sorgente.
Il raffreddamento mantiene stabile l'emissione. Quando la giunzione del LED si scalda, l'emissione cala, la lunghezza d'onda si allontana dal picco di assorbimento del materiale e il LED invecchia rapidamente. Le opzioni principali sono:
Le sorgenti luminose lineari e ad area Awellcure sono disponibili con raffreddamento a ventola o ad acqua.
Su una linea di produzione il controller conta quanto la sorgente luminosa. Gli elementi da valutare sono:
Una finestra di processo serve solo se la si può verificare. Contano due misure:
Misure regolari aiutano a evitare sia la sovrapolimerizzazione sia la sottopolimerizzazione e mantengono una qualità costante da un lotto all'altro. Gli strumenti portatili e online fanno parte della gamma UV Radiometer; i misuratori online si collegano al PLC per il monitoraggio continuo.
Non è chiaro da dove iniziare? Basta inviarci la scheda tecnica del materiale, l'area da polimerizzare e il tempo ciclo: consiglieremo un sistema.
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Consulenza esperta
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